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Biagio Scognamiglio

PER LA NOTTE BIANCA DEL LICEO CLASSICO STATALE "GAETANO DE BOTTIS" DI TORRE DEL GRECO

 

Gentile Preside, impossibilitato a intervenire a causa di personali problemi, desidero esprimere il mio vivo apprezzamento per l'iniziativa della Notte Bianca del Liceo Classico Statale "Gaetano De Bottis" di Torre del Greco con questa comunicazione, disponibile per essere resa pubblica, volendo, anche sull'apposito sito scolastico e come integrazione su altri siti.

È ben noto che ella con lungimirante impegno si adopera, affinché gli studi classici ricevano la giusta collocazione nell'odierno contesto sociale ed economico. Studi che consentono ai cosiddetti nativi digitali di fruire degli alti valori del patrimonio umanistico. Si tratta non già di un patrimonio ereditario da destinare a una ristretta cerchia di anime belle avulse dalla realtà contemporanea, come da posizioni in apparenza avveniristiche e in realtà retrograde si vorrebbe far credere, bensì di un armamentario formativo proteso verso l'edificazione della persona nel segno di un'espressione fiorita nella Grecia antica: Kalokagatìa, ossia bellezza e bontà, vale a dire pregio estetico ed etico.

Vantare un futuro radioso si traduce in vane parole, se non si comprende che il ritorno al passato può e deve essere fondamento dell'edificazione del presente. Altrimenti ogni riforma rischia di divenire deformazione. La storia del nostro glorioso Liceo è per l'appunto la base per ergersi verso i più elevati valori. Nelle sue aule si sono formate generazioni di professionisti tutti affermati nei diversi ambiti dell'umano sapere e dell'umana attività. Non è possibile in questa sede procedere a un'esposizione dettagliata di tali nobili precedenti, compito che potrebbe venire svolto in un apposito annuario scolastico. Mi limito a ricordare solo alcune delle tante faville che a certe condizioni possono essere seguite, come canta il sommo poeta, da una gran fiamma. Penso al Preside Antonio Bava, che incoraggiò un docente di Italiano a far partecipare un gruppo di suoi alunni a un concorso nazionale sul tema della fortuna di Virgilio nei secoli, alunni che vinsero il primo premio, furono ricevuti in Quirinale dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, videro il loro lavoro pubblicato nel volume "Nel bimillenario della morte di Virgilio" edito dall'Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze, Lettere ed Arti, ebbero l'onore di questo straordinario elogio dell'insigne latinista Ettore Paratore: "Il primo premio nobilita il concorso". Penso alla beneamata docente di Matematica Antonetta Montella, il cui generoso lascito consente di anno in anno l'assegnazione di borse di studio agli studenti meritevoli. Penso ai Laboratori teatrali un tempo animati dal Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana Antonio Borriello, regista e attore allora impegnato nell'allestimento di rappresentazioni di tragedie greche con schiere di giovani, la

commozione e l'entusiasmo dei quali giunse a destare in Italia ammirazione presso la Direzione Generale dell'Istruzione Classica e desiderio di emulazione in ambienti accademici oltre oceano, ove quelle esperienze furono esportate. Penso a uno studente di spicco quale Filippo Borriello, il cui curriculum spazia dalla maturità qui conseguita con la votazione di dieci decimi in tutte le materie di esame alla laurea in Giurisprudenza ottenuta col massimo dei voti più una speciale menzione e al Dottorato di Ricerca in Diritto Amministrativo, materia quant'altre mai ostica, vinto in giovane età. Penso a un cittadino prima studente, poi docente presso questo Liceo, collocatosi al primo posto nella graduatoria nazionale di un concorso a posti di Ispettore tecnico dell'allora Ministero della Pubblica Istruzione. Penso all'impegno di un Preside della statura di Michele Cirillo, che definirei timoniere capace di guidare l'imbarcazione della scuola "in alto mar per dritto segno", come leggesi nel dantesco Paradiso, e nello stesso tempo, perché no?, anche nostromo. Altri ancora meriterebbero di essere citati, ma ci vorrebbe, ripeto, lo spazio di un apposito annuario. Ciò che importa è comunque aver dato, come mi auguro, l'idea di quella simbiosi di serietà ed entusiasmo che fa la grandezza di un'istituzione formativa e chiama la politica ad assumersi la responsabilità dell'avvenire.

Purtroppo in Italia si continua ad essere in ritardo rispetto ai fenomeni culturali emergenti nel resto del mondo. Per fenomeni culturali in senso autentico intendiamo qui riferirci non alle elucubrazioni elitarie di intellettuali rinserratisi nelle famigerate torri d'avorio, ma a quelle rare elaborazioni del pensiero che si coniugano strettamente con l'avvenire dell'umanità, quindi con il futuro dei giovani, anche sui piani sociale ed economico. In un contesto internazionale, ad esempio, sta montando la richiesta di soggetti formati in senso umanistico in diversi settori occupazionali, non escluso quello informatico, e questa esigenza comincia ad essere avvertita da alcune menti illuminate anche nel nostro Paese. Cerchiamo dunque di non rimanere provinciali e di essere all'altezza delle sfide che ci attendono nel mondo globalizzato.

A lei, Dirigente scolastica dell'Istituto, va attribuito il merito di voler propugnare fermamente questo auspicato rinnovamento, come attesta per l'appunto anche l'organizzazione di questa memorabile Notte Bianca del 13 gennaio 2017.

 

Biagio Scognamiglio

Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca