Stella Cervasio
Gentile dirigente,
impegni di lavoro improrogabili mi tengono lontana dalla vostra iniziativa che condivido pienamente tanto da augurarmi che altre se ne realizzino, e ciò avvenga sempre più frequentemente.
Forte è stata l'influenza della scuola dove oggi siete riuniti e che ho frequentato alla fine degli anni Settanta sulla persona che oggi mi sento di essere: una donna del suo tempo, animata da spirito critico e da una visione sempre aperta sulla difficile epoca in cui viviamo, ma anche una "persona", cosciente dell'importanza di valori quali la comprensione per l'altro, la lealtà e la riconoscenza.
Proprio per questo voglio ricordare a tutti i nostri maestri che tutto questo si sono impegnati a trasmetterci: quelli che ci sono, come il professor Biagio Scognamiglio, che ci ha forgiati alla conoscenza profonda della letteratura e della filologia. Ma il mio pensiero va anche a quelli che non ci sono più, come i professori Massimo Leotta e Elio Rinaldi, i due ai quali sono stata più legata e ai quali debbo poi la scelta dei miei corsi di laurea - filosofia e storia dell'arte. Un pensiero davvero conteso tra la stima e l'affetto va infine alla professoressa Nelly Montella, che era stata allieva del grande matematico Renato Caccioppoli e, come teneva a dire, aveva conseguito la doppia laurea in matematica e in fisica. Persone e docenti del
calibro di quelli che ho citato, capaci di usare un rigore che andava di pari passo con la comprensione piena e la dedizione nei confronti degli allievi, ancora oggi è difficile incontrarli.
Ho avuto fortuna nella mia vita, perché a partire dalle elementari, quando la mia educazione era affidata a Magda D'Amato, una eccezionale insegnante di cultura e di vita, e poi alle medie, dove ho avuto il privilegio di studiare con Gioacchino Sarà - un'altra gloria del mondo della scuola - posso vantare educatori tra i più bravi mai esistiti.
Sentire che la scuola è in crisi, per chi come noi ha vissuto la scuola migliore, è un cruccio insanabile. Ricominciare da loro, da questi maestri, dalla loro tenacia e dalla speranza che sapevano darci in un futuro migliore, è essenziale.
Grazie e ancora chiedo scusa per l'involontaria assenza.
Stella Cervasio