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Viaggio premio in Germania! Imma De Filippis, IV L, racconta...

L’alunna Imma De Filippis (ora in IV L) è stata premiata con un viaggio in Germania per aver vinto, a marzo dello scorso anno scolastico, un concorso bandito dalla Repubblica Tedesco.

L’esperienza, svoltasi tra gugno e luglio, è stata bella e interessante e lei l’ha raccontata con molto semplicità e spontaneità.

È stato un premio importante per la nostra scuola.smiley

Qui di seguito il suo racconto e alcune foto.

Prof.ssa M. Grazia Scardaccione

Viaggio premio in Germania : Imma De Filippis racconta

Può l’esperienza di circa un mese in un paese straniero fortificare ed approfondire la conoscenza della sua lingua, della sua cultura e delle sue tradizioni? Di ritorno dal mio viaggio premio in Germania, posso dire di sì.

Lì  sono stata accolta da una famiglia come se ne avessi fatto parte da sempre, e avrei voluto che il tempo si dilatasse, che quelle giornate non arrivassero mai alla fine. Ho conosciuto quanto di più bello ci possa essere nell’avvicinarsi ad un mondo completamente diverso da quello in cui si è abituati a vivere, e nonostante ciò sentirsi a casa. Tutto ciò che hai appreso, studiato e coltivato nel tuo paese si fonde a ciò che constati in quella nuova realtà giorno per giorno. Ti senti parte non più solamente di una città, ma dell’Europa, del mondo. E per tutto ciò devo ringraziare coloro che ancora credono nei giovani, che li sostengono e motivano, finanziandone le esperienze e lo sviluppo.

Il Governo tedesco mette in palio ogni anno 43 borse di studio per i migliori studenti di tedesco in tutt’Italia (circa due per regione) per partecipare ad un soggiorno in Germania che si compone di alcune  settimane presso una famiglia in Baviera e di una settimana nella capitale Berlino. Grazie alla mia docente di tedesco, la professoressa Scardaccione, sono venuta a conoscenza di questo concorso  e sono stata incoraggiata  a parteciparvi avendo i prerequisiti richiesti.

I requisiti fondamentali sono  un’ottima conoscenza della lingua e un ottimo rendimento in tutte le altre discipline, ma anche la predisposizione all’adattamento ed all’interazione in un gruppo. 

Dopo aver presentato tutta  la documentazione richiesta sono stata convocata tra i candidati a partecipare al concorso che consisteva tra l’altro nell’affrontare  un colloquio orale in tedesco davanti ad  una commissione nominata per  l’occasione presso l’ufficio scolastico regionale di Napoli.  Nonostante fossi la più giovane fra i candidati, sono stata selezionata assieme ad un’altra ragazza per rappresentare la Campania in Germania.

 A fine giugno sono partita alla volta di Schwarzach, un paesino in alta Baviera.  Qui, l’intera famiglia Wildauer mi ha accolta come una figlia. Durante tutto l’arco di tempo in cui mi hanno ospitata, ho fatto parte a tutti gli effetti della famiglia e devo ammettere che tutt’ora mi sento tale. Per loro era molto importante che capissi ciò che dicevano ed infatti, grazie alla loro disponibilità, sono riuscita a migliorare molto le mie capacità di comunicazione e di comprensione. Una volta superate le difficoltà iniziali, è stato facile abituarsi a quei suoni così diversi.  La mattina andavo al liceo del paese, frequentavo delle classiche lezioni con una parte dei vincitori del concorso e partecipavo alle visite guidate organizzate nelle città più vicine.

Quando è arrivato il momento di salutare quella che ormai era diventata la mia “famiglia tedesca”, alla tristezza si contrapponeva l’entusiasmo dell’imminente settimana da trascorrere a Berlino. Ogni giorno qualcosa di nuovo da visitare, ogni sera eventi diversi a cui partecipare: teatro, bowling, karaoke, musei e tanto altro. Ho potuto apprezzare la città sotto molti punti di vista, rimanendo profondamente colpita dalla presenza quasi palpabile del passato in un ambiente nonostante tutto ultramoderno. In numerosissimi posti è possibile imbattersi in qualche testimonianza della Berlino che fu e che non sarà mai più. Queste ed altre sensazioni hanno avuto su di me un impatto fortissimo, indelebile.

Un’esperienza del genere va molto al di là di quanto si possa immaginare fra i banchi di scuola, perché il confronto diretto con una lingua straniera è diverso dalle poche ore di lezione alla settimana. Ciononostante ho avuto l’opportunità di viverla proprio grazie alla scuola, alla formazione che mi è stata data e a quelli che mi hanno sostenuta – in primis alla mia professoressa, la quale ha creduto nelle mie capacità, insieme alla mia classe, alla mia famiglia e alla commissione d’esame che mi ha scelta.

Alla luce di quanto ho vissuto, il mio rapporto con il tedesco (ed in generale con tutte le lingue che studio) va ora molto al di là della scuola, delle interrogazioni e dei voti: è diventato parte di me, lo sento presente ogni giorno e mi impegno al massimo per tenerlo vivo, ed è questo secondo me il fine ultimo dello studio, arricchire la mente passando anche per il cuore.   

Imma De Filippis, IV L

Imma a Schwarzach

Imma a Schwarzach

Imma a Berlino (Porta di Brandemburgo) con i compagni vincitori del concorso

Imma a Berlino (Porta di Brandemburgo) con i compagni vincitori del concorso

Imma a Berlino (davanti ai resti del Muro che separava le due Berlino dal 1962 al 1989) con i compagni vincitori del concorso

Imma a Berlino (davanti al Muro) con i compagni vincitori del concorso